Firmato l'accordo sulle ferie e sulla responsabilità del dirigente (ex art. 45)

Gli accordi dei 22 febbraio: un tentativo d'analisi

 

Con i due accordi del 22 febbraio, che riportiamo integralmente di seguito, si è proceduto a regolare alcuni aspetti rimasti in sospeso rispetto a quanto concordato il 30 ottobre 1998.

Vediamo di analizzarne il contenuto.

LE FERIE

Il vecchio C.C.N.L. dei dirigenti FS prevedeva:

  1. Il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie di 35 giorni lavorativi, frazionabili, comprensivi anche delle giornate compensative di festività soppresse.
  2. Durante il periodo delle ferie decorre la retribuzione di fatto.
  3. Il diritto alle ferie è irrinunciabile e ne deve essere assicurato il godimento. Per esigenze di servizio le ferie non godute entro l'anno possono essere rinviate, salvo a farle fruire, comunque, non oltre l'anno successivo.
  4. (riguarda l'interruzione delle ferie ad iniziativa dell'azienda)
  5. La risoluzione del rapporto per qualsiasi motivo non pregiudica il diritto alle ferie maturate.
  6. In caso di risoluzione nel corso dell'anno, il dirigente ha diritto alle ferie in proporzione dei mesi di servizio prestati nell'anno.
  7. Il periodo delle ferie non può coincidere con il periodo di preavviso. Pertanto in caso di preavviso lavorato, si darà luogo al pagamento dell'indennità sostitutiva. Tuttavia, se espressamente richiesto, l'Ente può concedere al dirigente le ferie durante il periodo di preavviso.

L'attuale contratto prevede:

  1. A partire dal 1° gennaio 1980, il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie, con decorrenza della retribuzione, non inferiore a 35 giorni.
  2. Nel calcolo del predetto periodo di ferie saranno escluse le domeniche ed i giorni festivi infrasettimanali considerati dalla legge.
  3. In ogni caso il dirigente conserva il diritto di beneficiare dell'eventuale maggior periodo di ferie maturato come impiegato.
  4. Fermo restando il principio dell'irrinunciabilità delle ferie, qualora eccezionalmente queste ultime non risultino comunque fruite, in tutto o in parte, entro il primo semestre dell'anno successivo, verrà corrisposta per il periodo non goduto un'indennità pari alla retribuzione spettante, da liquidarsi entro il primo mese del secondo semestre di detto anno.
  5. In caso di rientro anticipato delle ferie per necessità aziendali, le spese sostenute dal dirigente sono a carico dell'azienda.
  6. La risoluzione del rapporto per qualsiasi motivo non pregiudica il diritto alle ferie maturate.
  7. In caso di risoluzione nel corso dell'anno, il dirigente ha diritto alle ferie in proporzione dei mesi di servizio prestati.
  8. L'assegnazione delle ferie non può avvenire durante il periodo di preavviso. Pertanto, in caso di preavviso lavorato, si darà luogo al pagamento dell'indennità sostitutiva.

Le differenze fra i due testi presentano un aspetto "negativo" ed un aspetto "positivo".

L'aspetto negativo è nel secondo comma del CCNL dirigenti industria, dove si afferma che nel calcolo delle ferie saranno escluse le domeniche ed i giorni festivi infrasettimanali.

Da qui il problema del sabato. Da un'analisi fatta attraverso FNDAI e colleghi provenienti da altre realtà, l'interpretazione rigida, fatta propria dalla Confindustria (e sostenuta fortemente dal Direttore Generale delle Risorse Umane FS) è che "i trentacinque giorni di ferie si computano conteggiando tutti i giorni della settimana ivi compresi i sabati e con la sola esclusione delle domeniche e delle festività infrasettimanali considerate dalla legge. In pratica il dirigente che utilizza un'intera settimana di ferie si vedrà diminuito il proprio monte ferie di sei giorni. Per quanto riguarda la fruizione di giornate singole essere dovranno essere computate 1,2 per tenere conto dell'incidenza del sesto giorno qualora, come normalmente avviene, la prestazione normale sia prevista su cinque giorni settimanali. Cosi il dirigente che si assenti per ferie lunedì, martedì e venerdì avrà usufruito non di tre giorni del monte spettante di trentacinque giorni bensì di 3,6 giorni" (da Il rapporto di lavoro dei dirigenti - Ipsoa).

Per correttezza va detto che la materia è controversa: un testo della Buffetti afferma che alcune aziende interpretano in modo meno restrittivo; quindi, alla fine, la disciplina di dettaglio è lasciato alla contrattazione di secondo livello fra aziende e rappresentanze aziendali.

L'accordo fatto risponde proprio all'esigenza di trovare una soluzione di compromesso rispetto a posizione interpretative contrastanti.

L'aspetto positivo, invece, consiste nella previsione del pagamento delle ferie non godute.

Il fatto che non si riuscisse ad usufruire del periodo completo delle ferie era un fenomeno diffuso, anche se non generalizzato.

Dove sicuramente l'azienda non ha rispettato una buona prassi di relazioni industriali è nella circolare che accompagna l'accordo. Questo per due ordini di motivi. Il primo è che si subordina il pagamento delle ferie al benestare di due livelli gerarchici. Dietro quest'affermazione vi è un'evidente concezione di caserma del rapporto di lavoro del dirigente, come se, coscientemente, il dirigente rinunciasse ad un sano periodo di recupero per racimolare quattro soldi in più. Se il dirigente non prende per intero il periodo di ferie che gli spetta è perché, si presume, non ci sia riuscito per impegni di lavoro. La riserva mentale in questo caso equivale ad una vera e propria sfiducia e questo, dispiace dirlo, non è certo il migliore approccio verso chi da anni manda avanti l'azienda con completa dedizione e professionalità.

L'altro aspetto per cui la circolare ha monopolizzato parte del dibattito dell'ultimo Consiglio nazionale, è quella della domenica coincidente con una festività. Il motivo è che questa è materia da regolare con un accordo, non con un diktat come si è tentato di fare con la circolare, anche perché la materia, ricordiamolo, fa parte del pacchetto che sta trattando la Confindustria con la Fndai.

Paolo Parrilla









VERBALE DI ACCORDO

tra la Società F. S. S.p.a. e la FNDAI e l'ASSIDIFER-FNDAI



Con riferimento all'Accordo dei 30 ottobre 1998 sull'applicazione ai dirigenti del Gruppo F.S. S.p.a. del C.C.N.L. per i dirigenti di aziende industriali, per quanto riguarda alcuni aspetti concernenti le Ferie e prestazioni lavorative dei dirigenti, si concorda quanto segue.

  1. A far data dal 1° marzo 1999, in virtù di quanto previsto nel secondo comma dell'articolo 7 del C.C.N.L. per i dirigenti di aziende industriali, nel calcolo delle giornate di ferie fruite verrà conteggiato anche il sabato, se compreso all'interno del periodo feriale goduto, e comunque in caso di un numero di giorni di ferie superiore a quattro, fruito continuativamente.
  2. Dalla medesima data del 1° marzo 1999 sarà consentita la fruizione delle ferie solo in ragione di giornate intere.
  3. Le giornate di ferie maturate nel corso dell'anno 1998 potranno essere fruite fino al 31 ottobre 1999.
  4. In caso di prestazione lavorativa effettuata nella giornata della domenica o di festività il dirigente ha titolo soltanto ad un riposo compensativo da fruire entro trenta giorni.

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